Infortuni nel padel
Infortuni nel padel: cosa ci racconta la ricerca scientifica
Negli ultimi anni il padel è passato da sport di nicchia a fenomeno di massa. Campi pieni, calendari di tornei, giocatori che aumentano il numero di ore in campo settimana dopo settimana. Ma quanto è “costoso” tutto questo per il corpo? Fino a poco tempo fa avevamo solo impressioni e dati sparsi; nel 2023 è arrivato uno dei primi lavori davvero solidi sull’argomento: la revisione sistematica di Dahmen e colleghi, dal titolo “Incidence, prevalence and nature of injuries in padel: a systematic review”.
Gli autori hanno messo insieme gli studi disponibili sugli infortuni nel padel, arrivando a includere otto lavori per un totale di 2022 giocatori, con età media compresa tra i 31 e i 57 anni. Il quadro che emerge è chiaro: gli infortuni non sono affatto rari. L’incidenza stimata è di circa 3 infortuni ogni 1000 ore di allenamento e 8 infortuni ogni 1000 partite disputate. La prevalenza complessiva, cioè la percentuale di giocatori che riferisce almeno un infortunio in un certo periodo, oscilla tra il 40% e il 95% a seconda dello studio considerato.
Interessante anche la distribuzione delle sedi colpite. Il distretto più frequentemente coinvolto è il gomito, seguito da ginocchio, spalla e colonna lombare. Non parliamo solo di traumi acuti “spettacolari”, ma soprattutto di problemi legati al sovraccarico: tendinopatie e lesioni muscolari rappresentano infatti le tipologie di danno più riportate. Questo riflette bene la natura del padel, fatto di movimenti esplosivi ma ripetuti, cambi di direzione, rotazioni del tronco e gesti tecnici spesso eseguiti molte volte a settimana.
Per un medico sportivo o un fisioterapista questi dati hanno implicazioni pratiche importanti. Sapere che gomito, spalla e ginocchio sono “zone calde” aiuta a impostare piani di prevenzione mirati: lavoro di rinforzo specifico, controllo del carico, cura della tecnica nei colpi sopra la testa, attenzione alla scelta dell’attrezzatura. Ma c’è un altro messaggio forte: molte di queste condizioni iniziano in modo silenzioso, senza dolore evidente. Ecco perché strumenti di valutazione avanzata, come l’imaging ad alta definizione, diventano preziosi per intercettare i segni di sovraccarico prima che si trasformino in un vero e proprio infortunio che costringe a fermarsi.
In sintesi, la revisione di Dahmen e colleghi ci dice che il padel è uno sport bellissimo ma esigente: chi lo pratica con continuità, soprattutto a livello agonistico o ad alta frequenza, ha tutto l’interesse a considerare la prevenzione come parte integrante del proprio “allenamento”, al pari di tecnica, tattica e preparazione fisica.
Basato su: Dahmen J, Emanuel KS, Fontanellas-Fes A, Verhagen E, Verhagen E, Kerkhoffs GMMJ, Pluim BM. “Incidence, prevalence and nature of injuries in padel: a systematic review”, BMJ Open Sport & Exercise Medicine, 2023;9:e001607. Articolo completo disponibile qui: https://bmjopensem.bmj.com/content/9/2/e001607